LA PERLA DEL GOLFO

 

 

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Il racconto inedito di Naples Fantastique

 

 

 

 

 

 

 

C'era una volta una giovane coppia che si voleva molto bene, però non aveva nessun bambino. Essi passarono molti anni a sperare e sognare incontrando molti dottori, ma rimanevano sempre soli ad ammirare la bellezza del golfo di Napoli.

In questa città dove tutte le donne sono delle "mamme", era molto difficile non avere un bambino e Aurelia soffriva molto di sentirsi così diversa dalle altre. Un giorno, decise di recarsi a Civitavecchia per vedere la "Madonna delle Lacrime" che aveva versato le lacrime di sangue, poi andò in Francia dal gentile dottore Bernard che, con l'aiuto di tutta la sua equipe, la curò. Finalmente, 9 mesi più tardi.....nacque una bella bimba alla quale diedero il dolce nome di Catia. Così comincia questa bella storia.....

Catia è una bellissima neonata molto paffuta, con il viso rosa. Sempre sorridente, ama molto "cinguettare" e passeggiare per le strade di Napoli. Un giorno di primavera, quando Catia ha 3 anni, prende con Aurelia la funicolare che le porta al Palazzo Reale.

 Nel cortile, scopre tre belle carrozze dorate  e sogna al tempo in cui la dinastia dei Borboni viveva a Napoli.

Come Cenerentola di cui adora sentirsi raccontare la favola, anche lei porta un vestitino rosa, però aprendo la porta della carrozza, un vortice la fa girare su se stessa e trasforma Catia in principessa da sogno, vestita con un splendido vestito rosa lungo ornato di perle e di paillette. Un giovane ragazzo di 5 anni è a fianco alla carrozza e invita Catia a salire con lui.

"Ma chi sei ?" chiede Catia.

"Sono il piccolo Salvatore del Palazzo" gli risponde.

"Vorresti fare una lunga passeggiata con me? perché il sindaco di Napoli ha ritrovato una pergamena che racconta la leggenda della "Perla del Golfo" ed ha organizzato una caccia al tesoro : il vincitore deve portare al Municipio questa "Perla del Golfo"".

"Certamente" risponde incuriosita Catia che desidera da tempo conoscere meglio la città e i dintorni e vorrebbe sapere dove si trova il tesoro.

Appena usciti dal palazzo, Salvatore dice al cocchiere di fermare i suoi cavalli sulla Piazza del Plebiscito perché ha visto molti piccioni affamati.

Scendono dalla carrozza e danno il pane ai piccioni, poi corrono verso di loro per farli volare.

E' molto presto e il sole è appena spuntato dietro il Vesuvio, questo vulcano che sonnecchia e domina i dintorni di Napoli.

Tutti e due risalgono nella carrozza tirata da tre cavalli bianchi. Ma i cavalli sono un po' spaventati dai claxon delle macchina ,  accelerano il passo ; ci vorrebbero delle cinture di sicurezza in questa carrozza perché girando davanti al Maschio Angioino si stava quasi rovesciando. Ma si ristabilisce presto grazie ad un grande soffio di vento del maestro Golfo. Poi un motorino taglia la strada , allora Salvatore e Catia decidono di continuare a piedi la ricerca del tesoro.

Dove può essere nascosto il tesoro ? in una scatola magica ? Dove ?

Probabilmente nella vecchia Napoli.

Così percorrono la strada di Spacca Napoli dove incrociano due bambine giapponesi vestite con il kimono che escono dalla chiesa del Gesù Nuovo. Il loro papà gli scatta una fotografia davanti alla "guglia" che è sormontata da una statua della Madonna sulla testa della quale, l'8 dicembre,  viene deposta una corona di fiori.

In questo quartiere vivono molti scugnizzi, i bambini di Napoli. Uno di loro, Mario, dice: "sono un mago....... Appena avrete bisogno di me, sbattete le mani e comparirò subito. Ma mi sembrate stanchi, andate a riposarvi nel chiostro di Santa Chiara." Ci vanno subito perché avevano camminato tanto.

"Com'è bello questo chiostro e quanta tranquillità rispetto al rumore della strada ! Un vero paradiso !"  esclama Salvatore.

Si sente soltanto il cinguettio degli uccelli che svolazzano dall'arancio al limone. Si siedono su una delle panchine in mosaico e Salvatore posa tra loro il suo gioco dell'oca che era  nella carrozza.

Il gioco rappresenta molte vedute di Napoli, Sorrento, la Costiera amalfitana per finire a Capri. Le pedine saltano da una casella all'altra e anche più caselle alla volta : 1,3,4,6,2,5. All'ultimo lancio, la pedina di Catia arriva sull'oca facendola esultare dalla gioia , dimenticando il tesoro.

Invece Salvatore segue la sua idea : fa il giro del chiostro alla ricerca della scatola magica ma invano..... Essi decidono di ripartire da questo luogo piacevole e scendono in direzione del porto. Si sentono così piccoli rispetto alle navi da crociera dove imbarcano passeggeri e macchine e non credono ai loro occhi.

All'improvviso qualcuno bussa sulla spalla di Catia , si gira spaventata ma il buon viso di un comandante la rassicura e gli dice:

"Ti riconosco. Che cosa fai con questo ragazzino dall'aspetto gentile ?"

Lei risponde: "Cerchiamo la "perla del golfo", ma  rimangono soltanto due ore per trovarla. Lei saprebbe dove è stata nascosta?"

"Vedo soltanto due possibilità : andate al Maschio Angioino, forse il tesoro sarà là, oppure a Sorrento dove vivono molte famiglie di marittimi. Buona fortuna, ragazzi miei !"

Essi attraversano velocemente la via Marina davanti al porto e scoprono lo splendido castello con le sue grandi torri rotonde.

Passano il ponte e visitano senza successo tutte le stanze.... non c'è il tesoro, quindi ritornano presto dal loro amico il comandante e gli chiedono di portarli a Sorrento.

Ma la nave del comandante non è abbastanza veloce....... e questo gentile signore consiglia loro di recarsi a Sorrento sul dorso dei delfini. Ma come trovarli ? Catia sa come fare : batte le sue mani e subito Mario lo scugnizzo compare tirando due delfini "Aries" e "Taurus", i delfini rapidi della compagnia di navigazione "Delfinmare".

Catia e Salvatore saltano sulla loro schiena e attraversano il golfo in 5 minuti !!!!! Giunti a Sorrento, salgono velocemente in direzione della piazza grande. Catia si ricorda che i suoi genitori si sono sposati in questa cittadina incantevole, ma dove ? Tutti e due corrono a perdita di  fiato fino alla cattedrale. Ma no, qui sono stata battezzata dice Catia. All'uscita, una signora anziana offre ai bambini due palloncini sui quali è rappresentato il chiostro di una chiesa.

Catia dice "lo riconosco, è il chiostro di San Francesco, dove papà e mamma si sono sposati". Tutti e due, mano nella mano,  percorrono le strade strette ed inseguono un profumo di fior d'arancio...... arrivano davanti all'ingresso della chiesa, entrano e corrono nella navata centrale in mezzo alle panche guarnite di bouquets di fiori. In fondo, il frate li accoglie e dà ai due bambini la scatola magica. Egli dice loro "vi aspettavo da molto tempo perché da tanti anni i genitori di Catia mi avevano lasciato questa scatola contenente la perla del golfo, la perla del loro amore. Ve la dò, è vostra. A presto, ragazzi". Dà loro un bacio molto affettuoso e li riaccompagna. Uscendo, Catia e Salvatore incrociano la futura sposa che il frate accoglie con un gentile sorriso.

Catia pensa che anche lei un giorno entrerà vestita da sposa in questa chiesa così ben decorata. Essi rientrano velocemente a Napoli grazie ai loro amichetti delfini che li aspettavano e salgono quattro a quattro i gradini del Municipio per dare il tesoro al Sindaco. Egli li ringrazia  e, abbracciandoli, regala loro "la perla del golfo" che rimarrà per sempre nella loro famiglia.

Copyright©NaplesFantastique-Aprile2001