ALLA RICERCA DELLA SIRENA 

NELLA

 "MONACO DEL NORD"

 

 

 

Un racconto inedito di Naples Fantastique

 

 

 

 

Catia e il piccolo Salvatore, i due protagonisti della "perla del golfo" si sono divertiti tanto che decidono di partecipare ad un'altra caccia al tesoro.

Infatti, il Presidente della Repubblica francese lancia una nuova caccia al tesoro: sulla lettera che ha mandato ha scritto "Partendo dalla "Grande Signora" dovrete trovare la Sirenetta nella "Monaco del Nord" ; cerco questa Sirena per farla vedere al mio nipotino. Spero che la troverete presto".

 

Durante la vacanza estiva, essi decidono di imbarcarsi su un aereo molto simpatico della compagnia Air Littoral : l'aereo è variopinto (azzurro, giallo, rosso e bianco). Quando l'aereo di Catia e del piccolo Salvatore decolla da Napoli, si tengono per mano perché, per loro, è la prima volta che salgono su un aereo. Tutti e due si meravigliano nel vedere Napoli diventare sempre più piccola : e quant'è piccolo il Palazzo Reale visto dall'alto!

Però, dopo qualche minuto non pensano più a Napoli perché dall'oblò scoprono che i due delfini "Taurus" e "Aries" li stanno salutando : fanno dei salti altissimi per augurare loro buon viaggio.

I due bimbi non vedono passare il tempo che già atterrano a Nizza per ripartire subito per Lione. Vedono la vetta imbiancata del Monte Bianco a forma di dente che domina la catena delle Alpi.

 All'aeroporto li aspetta Babam, la gentile madrina di Catia che li accompagnerà nella loro ricerca.

 Si fermano una notte in questa splendida città dove fanno un piacevole pic-nic al parco della Testa d'Oro, anzi Salvatore decide di fare il giro del parco e del roseto con un trenino.

 Così, tutti e due possono anche ammirare gli animali dello zoo.

 Catia dice con entusiasmo "Guarda Salvatore, quanti Bambi ci sono sul prato!". Com'è strana questa città : ha due fiumi e possiede una metropolitana che cammina senza conducente.

L'indomani mattina, Babam prepara un panino fatto con la "baguette", il frustino di pane francese, prosciutto e formaggio e tutti e tre prendono un treno superveloce chiamato il T.G.V. per raggiungere Parigi in due ore. I posti prenotati stanno al secondo piano e loro si siedono aspettando la partenza. A mezzogiorno esatta il treno parte e prende già velocità.

"Ma com'è veloce" dice Catia.

"Sapete, angioletti, questo treno raggiunge i 300 chilometri all'ora" risponde Babam.

I due bambini rimangono sbalorditi perché si accorgono che lo splendido paesaggio scorre velocemente davanti ai loro occhi. Mangiano il loro panini, sognando all'auto che li aspetta a Parigi : "Sarà blu" dice Catia, sicura di sé e pochi secondi dopo i due bambini si addormentano cullati dal treno.

Alle 14.00 esatte, il T.G.V. entra nella stazione di Parigi. Tutti e tre scendono dal treno e si dirigono verso la compagnia di noleggio dell'auto. Catia aveva ragione, la macchina è blu ed è molto carina. Babam mette in moto e velocemente vanno verso il punto uno della caccia al tesoro. Attraversando Parigi, vedono da lontano Notre-Dame, la famosa cattedrale di  dove si svolge la storia di Esmeralda,

 fanno il giro della Place de la Concorde in mezzo alla quale si erige un obelisco altissimo che ricorda quello di Roma. 

Risalgono i Champs Elysées, un viale lunghissimo che porta all'Arco de Trionfo, alto e maestoso e poi..... scendono verso la Tour Eiffel. Appena usciti dalla macchina chiedono ad un signore che suona la chitarra: "come si chiama questa torre così alta ?" e lui risponde: "La tour Eiffel, ed è una grande signora". "Meno male" dice il piccolo Salvatore, è il punto di partenza della nostra caccia al tesoro.

 

Babam propone "volete salire"

"siiiii!!!!!!" rispondono in coro i due bambini.

 Entrano nell'ascensore e salgono velocemente fino al secondo piano. Poi, ne prendono un altro più piccolo ed arrivano in cima, a 300 metri. La veduta è eccezionale da qui. Babam spiega che un'altra volta torneranno a Parigi e vedranno meglio i monumenti della capitale della Francia. Però, è già ora di scendere e di costeggiare il fiume, la Senna, che scorre sotto la Torre e che forse li porterà fino alla Sirena. La strada più veloce è l'autostrada. Così lasciano Parigi e partono verso la Normandia, una regione molto verde e dove le persone sono molto amabili. Percorrono 100 chilometri ed escono a Rouen. Lasciano la macchina per visitare questa città. Tutti e tre percorrono la "rue du Gros Horloge" e si fermano spesso davanti alle vetrine dei negozi che espongono delle bellissime ceramiche famose in tutto il mondo.

"Che ore sono?" chiede Catia. 

Babam le risponde che sono le 17.00 guardando l'orologio che si trova da tanti anni al di sopra della strada. Pochi passi più avanti, si trovano su una piazza dove si svolge un mercato di fiori. Salvatore, sempre così affettuoso, regala due mazzi di fiori : uno a Catia ed uno a Babam. "Ma che sono ? fiamme ?" chiede all'improvviso Salvatore.

"No" risponde Babam. "Questa è l'architettura della chiesa moderna costruita in ricordo di Giovanna d'Arco, una donna molto coraggiosa che è vissuta molti anni fa. Questa donna guidava un grande esercito, poi fu fatta prigioniera dagli inglesi e uccisa sulla piazza del vecchio mercato perché dicevano che lei era una strega, ciò che non era vero. Vedete, è qui, dove si trova questa pietra. Però è ora di merenda, vogliamo mangiare un "chausson au pommes" (dolce alle mele) sulla terrazza di questa pasticceria ?"

"Con piacere" rispondono tutti e due.

Mentre mangiano, Catia guarda la facciata della casa e si ricorda di aver letto nei libri che in Normandia molte case sono "à colombages", cioè a graticcio con enormi travi di legno che danno un aspetto molto singolare al centro antico di queste città.

"Su,  ragazzi, dobbiamo continuare e cercare un posto per dormire" ricorda Babam.

Riprendono la macchina, si rimettono sull'autostrada per andare alla città portuale di Le Havre, uno dei porti più importanti della Francia. Appena arrivano all'albergo, posano subito le valigie e chiedono a Babam di fare una passeggiata. Ma si sentono i gabbiani in città che fanno "coa, coa", com'è divertente e si sente il sapore del mare. "Il profumo che sentite è lo iodio che è presente nel mare " dice Babam. Allora, decidono di arrivare alla spiaggia sulla quale si trovano molte cabine bianche che le persone affittano durante l'estate per metterci l'ombrellone, le sedie e tutto ciò che vogliono. Ci sono anche tanti giochi per i bambini lungo il mare, com'è bello ! . Dalla spiaggia, vedono una nave che sta per entrare nel porto. "Da dove viene?" chiede Catia.

 "Dall'Inghilterra" risponde Babam "dall'altro lato del mare che si chiama La Manica". La nave è già entrata nel canale che porta al porto e Catia decide di assistere alla manovra per riferire al suo papà se il Comandante ha "parcheggiato" bene la nave. "Girata perfetta, approdo ottimo" dice Catia. Rimasti incantati, i due bambini si accorgono dopo poco che il comandante della nave sta vicino a loro. Dice loro, "se lo vorrete, vi farò portare la nave la prossima volta che verrete qui". I bambini non vedono l'ora di guidare questa nave. Il comandante aggiunge "Sapete, cari bambini, tanti anni fa, qui, approdava la nave di cui i francesi erano così fieri. Si chiamava "Le France" ; era un grande transatlantico. 

Attraversava l'oceano per portare le persone in America, a New-york. Era bellissimo, ed ogni volta che entrava nel porto era un emozione indescrivibile. Sembrava  una maestà che scivolava sul mare e abbracciava tutta la città e tutte le persone che l'aspettavano sul molo : ogni volta era festa grande quando tornava au Havre. La sala da pranzo era magnifica e il ponte esterno molto elegante.

 Poi è stata venduta ai norvegesi. Però, ragazzi, è tardi, dovete andare a mangiare e a dormire. Ci vediamo una prossima volta".

Tutti e tre si dirigono verso una creperia per mangiare una crèpe con prosciutto e formaggio ed una con la cioccolata. Chiedono al proprietario se si trova una sirena au Havre visto che stanno vicino al mare ma purtroppo la risposta è negativa. Egli consiglia di seguire il mare : l'unica informazione che so è che la Sirena sta in una città bagnata dalla Manica.

L'indomani, decidono di rimettersi in cammino verso nord. Dopo mezz'ora di strada, arrivano a Etretat di cui hanno sentito parlare tanto.

 I due bambini sono così felici di trovare una spiaggia in discesa fatta di "galets" (sassi) sui quali si divertono a salire e a scendere scivolando. Raccolgono qualche sasso per la loro collezione. La spiaggia è circondata dalle "falaises" che sono delle scogliere scolpite dal mare .

 In cima ad una, si trova una cappella molto carina e all'altra un campo da golf. Il piccolo Salvatore  è molto birichino e ama sentire le storie di Arsenio Lupin ,  si ricorda che in uno dei suoi racconti questo ladro nascondeva i gioielli nell' "Aiguille creuse" nella cruna della montagna che si vede benissimo dalla spiaggia.

 Però, sempre nessuna traccia della Sirena. Ora bisogna attraversare la Senna per recarsi in Bassa Normandia.

Attraversano un ponte moderno molto lungo che si chiama il "Pont de Normandie".

 

Sull'altra sponda del fiume, all'estuario della Senna, vedono una città piccola e così bella che si chiama Honfleur. Nel centro del paese, c'è un porticciolo chiamato "vecchio bacino" intorno al quale molte case hanno le facciate di ardesia. 

Catia, sempre molto curiosa, decide di salire la scala ripida di una di queste case che, in realtà, è un negozio che espone pitture molto belle. Infatti, lo scenario è così bello che molti pittori hanno deciso di istallarsi qui e di dipingere la Normandia e i suoi colori meravigliosi. Passano sul ponte levatoio e salgono la stradina che li porta alla chiesa Sainte Catherine. "Ma è fatta di legno!" si meraviglia Salvatore "quant'è bella!".

Ci sono tanti negozi intorno al bacino che Babam decide di regalare loro le tazze per la piccola colazione con i nomi stampati sul lato. Sul fondo della tazza sono dipinti due bambini  vestiti con i costumi normanni tradizionali . 

Riprendono la macchina perché vogliono anche vedere la spiaggia più alla moda della costa, cioè Deauville. Infatti, d'estate, tutte le persone famose vanno a Deauville. Catia e Salvatore si divertono a correre sulle "planches" che consiste in un lungo mare pavimentato di legno.

 

 La spiaggia è lunghissima. "guardate" dice Salvatore "ci sono anche i cavalli sulla spiaggia.

 Quando sarò grande, anch'io voglio salire su un cavallo e andare al galoppo lungo il mare" e Catia dice "guarda, gli aquiloni! uno blu, uno verde, uno che rappresenta i Pokemon, e guarda quanto svolazzano e, uno che rappresenta la sirenetta!". Ma il bambino che lo teneva perde il filo e l'aquilone se ne va lontano, lontano verso l'orizzonte. Non è questa la sirenetta che il presidente cercava.

Babam  fa notare loro che qui le cabine non sono bianche, sono delle cabine fatte di tessuto chiuso su tre lati. Sono utili contro il vento però una volta, i cavalli trascinavano le cabine fino al mare così le signore entravano direttamente nell'acqua e nessuno le vedeva in costume da bagno anche se i costumi erano interi ed erano lunghi come i bermuda.

Catia, Salvatore e Babam hanno fame, è mezzogiorno. Si fermano in un ristorante sulle "planches". Mangiano ragni di mare,  granchi e molti pesci che si pescano nella Manica.

Dopo pranzo, i due bambini si addormentano in macchina mentre Babam guida cantando una bella canzone "coccolina, calin". Costeggia le spiagge dello sbarco alleato della fine della seconda guerra mondiale e si ferma ad Arromanches. I bambini rimangono sbalorditi scoprendo che del bozzetto esposto nel museo rimangono ancora parecchi pezzi nel mare. 

Infatti, gli alleati fecero un porto artificiale con cassoni per sbarcare in Francia il 6 giugno 1944. Assistono ad un diaporama che li fa rivivere lo sbarco. Poi escono e vanno un po' sulla spiaggia per fare qualche castello di sabbia.

Babam è preoccupata perché si è impegnata e la sirenetta non si trova. Si rimettono in cammino per andare  nel dipartimento chiamato La Manche.Sulle auto è facile sapere da dove provengono : basta guardare i due numeri a destra sulla targa. Per la Manica è il numero 50, Parigi, 75 e così via. Salvatore dice "Poveri bambini francesi, devono imparare 95 dipartimenti a memoria quando vanno a scuola. Almeno in Italia, ci sono le lettere e ora neanche quelle". Strada facendo, vedono molte mucche nei campi. Questo paesaggio si chiama "Le bocage" : è composto di prati circondati da siepi in mezzo ai quali pascolano tante mucche. E' vero che piove spesso in Normandia perciò l'erba ha sempre un bel colore verde, però è anche vero che spesso ci sono delle splendide giornate. Lungo la strada, non è raro vedere anche le "chaumières" (capanne) normanne. 

Babam spiega ciò che un amica le aveva detto su queste case :"Queste case hanno un tetto di paglia di segale e sono fatte con materiali come selce, terra e quercia. In cima al tetto vengo piantati gli iris per mantenere la terra, è molto curioso. La parte curva del tetto si chiama cappello di gendarme perché somiglia a quelli che indossavano una volta." Catia e Salvatore animano il viaggio e fanno "mhu" ogni volta che vedono una mucca. Poi, decidono di fermarsi in una fattoria : al di fuori è esposta un insegna sulla quale è scritto "si produce il Calvados". Tutti e due sono incuriositi. Il contadino spiega che la Normandia è anche il paese delle mele dalle quali si trae il sidro, una bevanda gasata e il Calvados che è una grappa ottenuta lasciando macerare le mele per 15 anni nei fusti di quercia. 

"Possiamo portare una bottiglia per i nostri papà?" domandano i bambini.

"Certamente" risponde Babam "con questo potranno fare il "trou Normand", cioè alla meta di un pasto ne devono bere un bicchierino tutto d'un tratto e così si preparano a proseguire il pranzo. 

Prima di lasciarli partire, la contadina offre loro una fetta di torta di mele che è una specialità normanna. Dopo un ora, arrivano a Villedieu-les-Poeles. Nei negozi della cittadina sono esposti molti oggetti in rame. Catia decide di comprare un po' di pentole in miniatura per la cucina delle sue bambole. Sentono il rintocco di una campana ed il parroco del paese consiglia di visitare una delle ultime fabbriche di campane che si trova proprio qui.

 La visita è molto interessante perché vengono spiegate le diverse tappe per la costruzione delle campane che vengono poi spedite nel mondo intero. La sera, arrivano stanchi vicino ad una delle meraviglie del mondo, il Mont Saint-Michel.

 

L'indomani mattina, tutti si svegliano presto perché sentono che la soluzione dell'enigma è molto vicina....... percorrono a piedi la lunga diga che porta fino alla "Meraviglia" come viene chiamata la chiesa. Sulla destra vedono i prati sui quali pascolano le pecore dette "pecore di prato salato" : infatti, una volta, il mare ci arrivava, ora, purtroppo, la baia si sta insabbiando.

Babam raccomanda : "non scendete sulla sabbia intorno al monte perché qui ci sono le sabbie mobili, rimanete piuttosto sulla terra ferma." Strada facendo, sentono un signore chiedere alla moglie "Ma il monte è in Bretagna ?" 

"No" gli risponde la moglie "lo sai che il Couesnon nella sua follia ha messo il monte in Normandia".

 Se guardi a sinistra della diga, vedi questo fiume che divide Bretagna e Normandia".

Appena entrati nel Monte, Babam dice a Catia "hai visto questi palloni?" e Catia corre per sollevarli però sono fatti di cemento e in realtà sono le palle dei cannoni esposti all'entrata. Un po' più avanti a sinistra c'è grande folla ed i due bimbi riescono ad insinuarsi  tra la gente e a vedere ciò che succede nel ristorante della Mère Poulard. Sentono una strana musica che viene fatta da un signore vestito da normanno, il quale prepara una frittata succulente sbattendo le uova in una ciotola di rame per 20 minuti. 

Poi viene versata in una padella e cotta sul fuoco a legna. I nostri tre avventurieri non sanno resistere alla tentazione e assaggiano questa frittata al dire poco speciale. Essi cominciano a salire l'unica strada che porta alla chiesa, lassù, in alto. Visitano la chiesa fatta con le pietre portate dalle isole di Chausey. Dall'alto si accorgono dell'immensità della baia del Mont Saint Michel dove hanno luogo le più grandi maree d'Europa. Anzi, si dice che il mare risale alla velocità di un cavallo al galoppo. Catia, Salvatore e Babam assistono, meravigliati allo spettacolo della marea salente. Una guida del Monte spiega che al largo, nelle isole di Chausey, esistono delle pietre scolpite : i due bimbi, convinti che la sirena sta lì, vogliono andarci al più presto. Allora Catia sbatte le mani e compare il suo amico scugnizzo Mario. "Ciao amici" dice il ragazzo "come vanno le vostre ricerche ?".

"Male" risponde Babam "I ragazzi si divertono, il tempo è bello e si mangia benissimo a base di panna, però cerchiamo disperatamente questa sirena."

"Non vi preoccupate" dice loro Mario mentre sotto il monte si avvicinano i due fedeli delfini "Aries" e "Taurus" che tirano una barca chiamata "La Granvillaise". Si tratta della replica di una "bisquine", cioè di un antica barca del XIX° secolo. 

 

Una volta a bordo, lo skipper Babam aiutata dai suoi ragazzi Catia e Salvatore prende il largo alla via delle isole di Chausey.

 E' difficile navigare perché pensate che a bassa marea si possono scoprire 365 scogli che diventano 52 quando la marea è alta. 

Salvatore che sa già contare bene dice che corrispondono al numero di giorni e di settimane di un anno!. Appena scesi dalla barca, fanno il giro dell'isola principale, molto selvatica e arrivano a queste pietre scolpite però ne sono solo quattro tra le quali un elefante, i monaci ma nessuna sirena.

Tutti e tre decidono di rientrare nel porto più vicino per trascorrerci la notte.

 

Questa città si chiama Granville "grande città". L'indomani mattina, ultima domenica di luglio, passeggiano sulla banchina del porto e vengono attirati da una processione e da canti. Si tratta del"Pardon delle corporazioni e del mare" che si svolge ogni anno in onore della Madonna del Cap Lihou. In questa occasione, si dice una messa all'aperto e, in seguito chi lo desidera fa una passeggiata in mare sulle barche dei pescatori. Ovviamente i tre protagonisti di questa storia salgono su una barca decorata con tante bandiere e fanno il giro della rocca. Il pescatore spiega che questa rocca ricorda quella di Monte Carlo, perciò Granville è stata soprannominata "La Monaco del Nord".

 Allo stesso istante, i visi dei ragazzi si illuminano perché ci sono riusciti, sono arrivati nella città della sirena e hanno quasi raggiunto il loro obiettivo. Decidono di scendere fino al lungo mare chiamato "le plat gousset" (il borsellino piatto) perché già una volta ci si poteva accedere gratuitamente. Si devono fermare per aspettare che venga la bassa marea, anche perchè  il mare è molto agitato. "Siamo stati fortunati ieri" dice Babam "oggi il mare è almeno forza 7".

 Arrivano sulla spiaggia dove dei gruppi di bambini hanno appena finito di partecipare a un concorso di castelli di sabbia avendo come tema i personaggi di Walt Disney.

 Si allontanano in direzione del mare e si divertono a prendere un po' di vongole grattando la sabbia vicino agli scogli, qualche fasulare su una gobba di sabbia ed i cannolicchi che è semplice prendere. Babam spiega ai ragazzi che basta mettere un po' di sale su due buchi che si trovano sulla sabbia ed il cannolicchio credendo che risale la marea esce : basta prenderlo piano piano. Essi portano la loro pesca alla cuoca del ristorante e finiscono la loro giornata decidendo di visitare un museo molto particolare, quello della "Punta del Roc". I due bambini si meravigliano davanti ai numerosi pesci variopinti dell'acquario, imitano il verso di due foche che si trovano all'esterno. Scoprono anche un museo con migliaia di farfalle, un altro con minerali che rappresentano  Toutankhamon, una vetrata, un uccello e tante altre opere meravigliose. "E' tardi" dice Salvatore, "i miei piedi non ce la fanno più". "Su, l'ultimo museo e andremo a mangiare le vongole raccolte" l'incoraggia Babam. 

L'ultimo museo è quello delle conchiglie  nel quale si vedono dei quadri, un serpente, una casa con i mobili, una moschea : tutti fatti con conchiglie e, uscendo dietro un colonnato tutti e tre rimangono a bocca aperta, increduli e così felici perché finalmente davanti ai loro occhi una bellissima sirena di conchiglie è seduta ad aspettarli.